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Il biglietto dell'AMT

Anche se non è troppo comune, a Torino può capitare di trovare, vicino ai gate della metropolitana o appesi alle paline informative, i biglietti della GTT, l'azienda di trasporti della città. Come molti altri, anche i biglietti della GTT sono validi per un certo tot di tempo e non è raro raggiungere la propria destinazione prima di aver consumato anche solo metà dei cento minuti di durata massima. Ora, poiché i biglietti semplici non sono nominali, è possibile (impropriamente, ma #sticazzi) dare il proprio titolo di viaggio ancora valido a qualcun altro, così da sfruttarlo ancora un po'. Qualche anno fa, durante il ciclo triennale, con i miei compagni avevamo pensato di installare una piccola scatola sulle paline delle fermate vicine al dipartimento, un contenitore per i nostri "biglietti sospesi". Non voleva essere soltanto un gesto simbolico e vagamente anti-sistema, voleva essere un piccolissimo contributo a coloro che rinunciano a spendere un euro e settanta cente...

Il SS Crocifisso

Nella via di casa mia c'è una chiesa che mi inquieta particolarmente ogni volta che ci passo davanti, specialmente se il sole è già tramontato. E' una chiesa barocca come tante: è incastonata tra i palazzi, la facciata ha una forma non troppo convenzionale e dà direttamente sulla strada, che pur non essendo troppo stretta ha un marciapiede non troppo largo, così che se ci passi proprio sotto riesce a fare una certa impressione. Fin qui, nulla di straordinario: la descrizione di una qualsiasi chiesa costruita in Italia tra il Seicento e Settecento. Quello che colpisce è la finestra centrale della facciata. Primo perché non è una semplice vetrata ma una finestra con due aperture. Secondo perché dietro la finestra c'è un crocifisso. Anzi, il Santissimo Crocifisso dei Miracoli dei Padri Gesuiti. Ora, immaginate di passare davanti alla chiesa, di notte, con le luci basse (le luci di Natale e l'albero illuminato di fronte hanno aiutato a stemperare l'atmosfera) e di alz...

Anche a Catania c'è la nebbia

Alcuni giorni fa, guardando fuori dalla finestra del mio ufficio, sono stato colpito da un fenomeno per me assolutamente inatteso. I palazzi e le case della periferia di Catania sembravano avvolti da una sottile nebbia, che sfumava il paesaggio confondendolo con il cielo, di un grigio cupo. Uno spettacolo relativamente normale, abituato come sono agli autunni del Monferrato, quando le colline viste dall'alto sembrano piccolissime isole che spuntano da un mare denso e illuminato dalla luce giallastra dei lampioni. Se non fosse che ero a Catania. Ma come era possibile che ci fosse la nebbia a Catania? Era davvero nebbia o erano nuvole molto basse (la cittadella universitaria si trova relativamente in alto rispetto alla città)? Cercando su Google notizie del fenomeno (perché sì, dal mio punto di vista è stato fenomenale) ho avuto una parziale conferma: anche a Catania, raramente, c'è la nebbia, che a quanto pare è chiamata "Lupa" e viene dal mare, come tutte le cose più ...